Iniziano i lavori per la costruzione del nuovo edificio religioso cattolico, in onore di San Giovanni Battista,

che una volta completato

assumerà l'aspetto riportato nell'immagine sottostante

La chiesa di San Giovanni Battista è uno dei luoghi di raduno religioso tra i primi pensati per Sapri.

 

Purtroppo questo non si può affermare per l'edificio originario che fu quasi completamente raso al suolo dal funesto bombardamento che interessò l'area di San Giovanni nella giornata del 15 agosto 1943, provocando numerose vittime civili e la distruzione del quartiere.

 

L'attuale edificio di culto conserva solo l'anima del vecchio, custodita nelle pietre originarie del campanile, l'attuale torre campanaria è comunque differente nell'estetica rispetto alla precedente.

 

Il campanile fu l'unico elemento della chiesa rimasto miracolosamente integro, quasi a voler sfidare la cattiveria distruttiva dell'uomo ed a voler simboleggiare la caparbia e positiva voglia di ricostruzione.

 

Ora anche questo elemento troverà il meritato riposo, raggiungendo al suolo, con oltre sessanta anni di ritardo, il resto della struttura.

 

La ricostruita chiesa di San Giovanni fu inaugurata nell'anno 1953, per i festeggiamenti fu effettuata una spettacolare processione con  fiaccolata sul mare e si esibì il gruppo bandistico della città di Pescara.

 

La costruzione di questo nuovo edificio, ideato con uno stile decisamente personale rispetto all'ambiente circostante, nasce dall'esigenza di ampliare gli spazi interni, attualmente angusti rispetto le necessità della parrocchia, divenuta tale dopo la scissione con quella dell'Immacolata, avvenuta nell'anno 1981 circa.

 

Personalmente credo che la nuova chiesa non passerà inosservata e volendo effettuare un riferimento simbolico con la citata vicenda bellica, salta agli occhi (almeno ai miei) la presenza di alcuni elementi architettonici che evocano le inquietanti sagome di ordigni bellici, similarmente a quelli che copiosamente furono utilizzati per ferire la nostra cittadina.

 

Elementi architettonici che, raccogliendo l'eredità dello storico campanile, resteranno efficacemente per tutti gli anni a venire con il compito di esorcizzare e scongiurare qualsiasi altra simile e mortale esperienza.

 

Riguardo la posizione della struttura, sarebbe stato interessante, se possibile, prevedere che la strada via Vittorio Emanuele, che da piazza San Giovani conduce alla stazione ferroviaria, fosse stata spostata sul retro della chiesa.

 

Così che l'edificio religioso fosse traslato verso sud-est, tanto da posizionarlo avendo l'accesso direttamente nella Piazza Martiri Civili, senza il fastidioso transito di veicoli.

 

Alla chiesa, che verrà abbattuta, contenitore prezioso di sentimenti umani, la promessa che la sua immagine non abbandonerà mai il ricordo dei sapresi che hanno avuto il piacere di praticarla.