"Nel blu certificato di blu"

La vera notizia è che la "bandiera blu" non fa più notizia!

 

Dall'anno 1999 l'ambito vessillo di qualità ambientale sventola ininterrottamente sullo scoglio dello Scialandro, in compagnia della statua della Spigolatrice.

 

La moneta della qualità si rivaluta ancora: il progressivo completamento del porto turistico, l'attenzione e l'incremento dei posti letto alberghieri, l'introduzione della raccolta differenziata dei rifiuti, lo studio e risoluzione di problemi connessi alla viabilità, il miglioramento delle attrezzature di svago per i bambini, legato ad un'attenzione particolare verso l'area di maggiore incontro rappresentata dai giardini del lungomare, l'istituzione di

isole pedonali (ZTL) anche in ore antimeridiane, ecc, appartengono ad una strada imboccata molti anni addietro, sul percorso della quale abbiamo trovato la bandiera blu.

 

Vessillo che abbiamo raccolto e trattenuto con noi, proseguendo poi per il

raggiungimento di altri traguardi, in una corsa affrontata da una Sapri

che ha dimostrato di avere muscoli e cervello.

 

E quando di notte la bella statua della Spigolatrice si anima, troverà sempre

la bandiera blu a farle compagnia.

 

                                                                                       

Vengono assegnate le

"Bandiere Blu"

ai comuni italiani rivieraschi in

possesso di determinati

requisiti che

consentono una

fruizione del territorio

ottimale rispetto all'equilibrio

servizi - ambiente.

 

Sapri appartiene al

novero dei comuni 

italiani (90) che condividono

un'attenzione esemplare

 per le persone ed il territorio,

 dal punto di

vista dell'impegno

e dei risultati che, una volta

raggiunti, vengono

incrementati con successo.

 

Vivere in un comune

insignito da tanto tempo

dal riconoscimento

della Fee (Foundation for

Environmental Education),

 è sicuramente

una fortuna ed un piacere.

 

Sapri possiede, tra l'altro,

 la capacità

di attrarre anche definitivamente

le persone che occasionalmente

la frequentano, così

come avviene in  tanti

 altri luoghi

un po' magici.

 

Mia nonna Giovanna

mi raccontava

di un pozzo dal quale

si attingeva l'acqua da bere,

in piazza San Giovanni,

("u puzzill' i san Giuann' ")

sostenendo che il pozzo, a tutti coloro che vi si

dissetavano, 

rubava un minuscolo

pezzetto di cuore,

obbligandoli, a loro insaputa,

a ritornare oppure a

stabilirsi definitivamente in

Sapri.

 

Adesso che il pozzo non

esiste più, posso affermare,

con assoluta certezza, che non si trattava dell'acqua del

pozzo: Sapri per fare

questa magia utilizza l'aria!