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Ia Natività della foto è quella che viene realizzata nella mia abitazione, con la quale vi formulo i migliori auguri per un buon Natale e per un lungo periodo di pace.

Nella tradizione saprese il presepe ha sempre connotato le festività natalizie, abbinato nei tempi più recenti all'abete di tradizione nordica.

 

La realizzazione scenografica della nascita del Salvatore ha avuto in Sapri molti cultori.

 

Tra essi è doveroso annoverare, tra le persone che hanno lasciato la vita terrena, l'avv. Roberto Pini e Vito D'Andrea, "il sacrestano", che realizzavano dei bellissimi ambienti tradizionali.

 

Segnalo, inoltre, il presepe (che può essere visitato tutto l'anno) ubicato nella grotta realizzata sotto il sagrato di Santa Croce.

        Nell'immagine il presepe realizzato nella chiesa dell'Immacolata dal nostro concittadino Mario Zicca, l'illuminazione prevede l'alternarsi del giorno e della notte. All'amico Mario i miei complimenti.

Il presepe è stato anche occasione di polemiche e denunce sociali quando, se non ricordo male, nel dicembre 1977 fu realizzata nella chiesa dell' Immacolata, dell'allora unica parrocchia saprese, un'ambientazione che conteneva a fianco della grotta con la Natività, la rappresentazione di un ospedale chiuso.

 

 Chiaro riferimento all'incresciosa vicenda di una struttura sanitaria, praticamente completata, ancora non consegnata alla comunità saprese.

 

Comunità che sopportava disagi notevoli per la garanzia della salute e per la nascita dei propri cittadini, che avveniva nel vicino ospedale di Maratea.

 

Parroco dell'epoca era don Giovannino Iantorno, sacerdote che contribuì  ad ottenere, successivamente,  l'apertura del nosocomio saprese, avvenuta in modo rocambolesco.

 

Archetipo di pastore cattolico che si è ritirato dalla vita pubblica ma che merita di essere citato per le sue enormi doti umane e religiose.