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23 agosto

QUALCHE BUON MOTIVO PER VISITARE SAPRI

(lettera  apparsa  su LA CITTA' di Salerno,  il 17.08.2004,  a p. 30).

 Questa è una segnalazione (di una piccola scoperta e di una grande sorpresa) e un invito. Posso pure sbagliarmi, ma credo che valga la pena ri-andare a Sapri.

 

 Nel piccolo centro, e proprio nei luoghi dello sbarco di Carlo Pisacane (1857, pochi anni prima della spedizione dei Mille e dell'Unità d'Italia), in una baia suggestiva (già segnata da presenze greche e romane) c'è stato,
a cavallo del'Ottocento e del Novecento, un grande intervento urbanistico a largo spettro (di natura sociale, pedagogica,  culturale e politica), tutto da ammirare (e ancora da conoscere e studiare), compiuto dal
filantropo locale (emigrato in Brasile e poi rientrato in Italia), il Cav. Giuseppe Cesarino (1859-1923).


Tra gli edifici, di notevole interesse, i più importanti sono l'Istituto Santa Croce (portato a  compimento nel 1898) e la Casa del Buon Pastore (già completata nel 1913). L'Istituto Santa Croce è un articolato e
fascinossimo complesso architettonico progettato come centro per il recupero di ragazzi poveri e orfani, diretto e gestito dal 1905 alla fine della seconda guerra mondiale
dalla congregazione francescana di sacerdoti e laici, i "frati bigi della carità" ( fondata dal padre Ludovico da Casoria - beatificato da Giovanni Paolo II nel 1993 - proprio nella seconda metà dell'Ottocento)  che
comprendeva e comprende (oggi ospita la Scuola Media Statale), i locali dove abitavano, studiavano i ragazzi, con aule di teatro, disegno, orto con struttura d'irrigazione,
una torre-specola per l'osservazione metereologica e astronomica, e una chiesetta (come la torre) con un messaggio filosofico-politico-teologico

inequivocabilmente segnato da rimandi alla tradizione rosacrociana e massonica.


L'altra fondamentale e notevole opera, l'Istituto del "Buon Pastore" (al centro della città e vicino al palazzo del Comune),  utilizzata dal 1913 al 1923 come propria abitazione dallo stesso Cesarino, è una originale
costruzione destinata ad accogliere anziani poveri e soli (e la struttura funziona ancora oggi, gestita dalle suore bige elisabettine del terzo ordine francescano).


Oltre e insieme a queste due strutture più significative, ve ne sono molte altre (ville e palazzi) d'uso privato.... e il progetto (concepito nel 1910, ma non realizzato,
di un ospedale civile). Credo che sulla 'cosa' sia assolutamente da richiamare attenzione e interesse (e sollecitare approfondimenti  e studi da parte delle Istituzioni competenti).

Federico La Sala
 

Mi è pervenuta, tramite e-mail,

la lettera che riporto integralmente a fianco.

 

E' superfluo accennare alla perizia con la quale è stata scritta, basta leggerla!

 

L'amico Federico ha colto un aspetto della cittadina che da un secolo interagisce con la vita dei sapresi.

 

Sapri senza il complesso di Santa Croce e senza la villa del Buon Pastore sarebbe oggettivamente una cittadina più povera, non solo di edifici di pregio ma anche di tangibili riferimenti alla solidarietà ed alla carità.

 

Un commerciante itinerante

pakistano mi faceva soffermare sulla dolcezza del clima della nostra cittadina (in pieno agosto!),

lui che proveniva da una terra dove è normale una temperatura di 50°!

 

Dobbiamo sempre cercare maestri che ci facciano riflettere sui tesori che inconsapevolmente possediamo e su come sia relativa e vuota ogni opinione priva di confronto.

 

I coniugi Cesarino, così come bene evidenziato nella lettera, hanno caratterizzato un'epoca storica saprese, donando alla cittadina uno standard di qualità della vita certamente superlativo.

 

Persone che hanno moltiplicato a dismisura i talenti avuti in consegna e restituiti, quando richiesti, al loro Padrone, nelle forme che sono sotto gli occhi di tutti.

 

Verrà il momento che qualcuno evidenzierà nella giusta misura le doti dei nostri illustri concittadini, oltre al chiaro messaggio d'amore prodotto dell'unione di queste due nobili anime.

 

Quel giorno, sono certo, saremo tutti un poco più ricchi.