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19 maggio

Il dott. Cernelli che ho rivisto stamani, con piacere, mi ha fatto dono di questo suo ultimo lavoro.

 

Lavoro che analizza la rivolta del Cilento del 1828.

 

 Insurrezione repressa con una brutalità tale da determinare la completa distruzione dell'abitato di Bosco.

 

 Senza lesinare l'uso di metodi di annientamento dei rivoltosi, non solo fisico, allo scopo di terrorizzare le popolazioni del Cilento.

 

Rivolta che ha rappresentato uno dei periodi più bui della travagliata ma dignitosa storia della popolazione cilentana.

 

Nel racconto di quei giorni, nelle modalità utilizzate dal Maresciallo Del Carretto, dotato di un'ossessiva zelanteria non solo nel reprimere la rivolta ma soprattutto nel trovare, per ognuno dei rivoltosi, il modo più efficace per il pubblico castigo, traspare indelebile il coraggio e la determinazione di uomini che amavano così tanto la loro terra e la libertà da non anteporre al loro sacrificio alcuna legittima umana riserva.

 

E poi il sacrificio degli uomini di Chiesa giustiziati come  Padre Carlo da Celle, guardiano dei Cappuccini di Maratea, condotto ed ucciso davanti al suo convento, oppure del sacerdote Giovanni De Luca e del canonico Antonio Maria De Luca, fucilati a Salerno dopo una penosa cerimonia di dissacrazione.

 

Al dott. Cernelli vanno i miei ringraziamenti per il suo prezioso lavoro di recupero della memoria storica del Cilento.