19 ^

19 maggio

Il M° Giovanni Marotta ha

rappresentato per oltre un quarto di secolo il principale sinonimo saprese alla parola "musica".

 

E' riuscito a formare, cercando le migliori collaborazioni artistiche, più di  una generazione di giovani musicisti, alcuni affermatisi a livello nazionale ed oltre, conservando il suo atteggiamento umile nei confronti dell'arte musicale e dei suoi successi didattici.

 

Ho assistito alla sua capacità, quasi magica, di dare voce a qualsiasi strumento musicale gli capitasse di poter utilizzare, di allestire bande musicali ed orchestre e cori polifonici con una disinvoltura a dir poco disarmante, segni evidenti del suo carisma.

 

Ora che si è "ritirato" nella sua città di nascita facendo posto, per colpa del suo carattere troppo generoso, nell'universo musicale saprese, resta comunque un punto di riferimento, secondo la mia opinione, non efficacemente valorizzato per l'opera e l'impegno profuso nella crescita culturale della nostra cittadina.

 

"Vuci di terra antica"  è l'omaggio che ha voluto dedicare al suo luogo di origine Torre Orsaia, utilizzando le radici della musica popolare per realizzare un prodotto nuovo che ha, indiscutibilmente, quel sempre apprezzato sapore dell'antico.

 

La rapsodia cilentana realizzata dal M°Marotta sintetizza  una giornata di festa, da "La matina" a "La prighiera" che si snoda attraverso i canti "La Missa cantata", "La sciuta da la missa", " La prigissiuni e la musica" e poi "La funtana", "Fora", fino a finire con "Li cucuzzari", "La sirinata" e "La ninna nanna".

 

Canti che, anche se realizzati oggi, rientrano nel disegno alla vita quotidiana di Torre Orsaia, di Sapri e di tutto il Cilento quando, non molto tempo addietro, si viveva al ritmo lento della natura.

 

A tutti coloro che hanno partecipato alla stesura del libro e del CD, vanno i miei ringraziamenti per il loro lavoro, al M°Giovanni Marotta rinnovo la mia stima, che si è sempre accresciuta dal giorno nel quale ho avuto il piacere di conoscerlo.