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11 febbraio

Viene riconsegnata al culto (dopo numerosi anni) la cappella del Santo Rosario, in via Cassandra, a seguito del restauro che l'ha ricondotta all'antica essenziale bellezza.

Nella descrizione dell'amico prof. Angelo Guzzo il compendio storico del piccolo edificio religioso.

Un ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati, con successo,  per restituire alla città un prezioso frammento di storia, nel quale si è esplicitata la religiosità di tante generazioni che ci hanno preceduto.

                   LA CAPPELLA DEL  “SANTO ROSARIO”

Una originaria cappella intitolata al Santo Rosario fu fondata a Sapri, nell’anno 1706, da don Francesco Antonio Magaldi, quale pertinenza della Chiesa di San Pietro Apostolo di Torraca.

Era dotata di beni per una rendita annua di 525 ducati, con l’onere della celebrazione di Sante Messe in tutti i giorni festivi ed in alcuni feriali.

Nel libro delle Sante Visite Pastorali dei Vescovi della Diocesi di  Policastro è citata da mons. De Robertis (1714 e 1726), da mons. Minucci (1761), da mons. De Rosa (1778 e 1783), da mons. Laudisio (1837) e da mons. Cione (1886).

Il 1° aprile del 1837, il vescovo mons. Nicola Maria Laudisio, trovandola in precarie condizioni, ne ordinava il restauro dell’interno e assicurava la somma di 60 ducati per il consolidamento del corpo di fabbrica. Ma i lavori non furono eseguiti. Nel 1880, infatti, la cappella risultava interdetta all’esercizio dei sacri uffici perché pericolante e in parte diruta.

Nel 1884, su specifica richiesta, fu data in permuta al dottor Francesco Gaetani, proprietario dell’omonima farmacia, detta anche “del Rosario” (sita nell’odierna Piazza Marconi, tra l’Istituto Sant’Antonio e l’imbocco di Via Cassandra), confinante con l’antica cappella.

Il richiedente si impegnava, in cambio, a costruire, a proprie spese e su proprio terreno, una nuova cappella, con capriata in legno di castagno, costituita da un unico altare, due finestre, una campana e la porta d’ingresso su Via Cassandra.

La costruzione del piccolo tempio fu portata a termine nel settembre del 1887, come ricorda una lapide fatta incidere ed apporre dal parroco pro-tempore don Pietro Gravina di Torraca.

 

Questo il testo latino e la traduzione:

 

PERVETUSTUM SACELLUM SUB TITULO SANCTISSIMI ROSARII IN HAC SAPRORUM TERRA SITUM QUOD AD PAROCHIALE BENEFICIUM ECCLESIAE SANCTI PETRI APOSTOLI TERRAE TURRACAE PERTINEBAT HODIE PERMUTATUM EST CUM ISTO SACELLO ETIAM SUB EODEM TITULO ET AD SUPRADICTUM BENEFICIUM PAROCHIALE ECCLESIAE TURRACAE SPECTANS.

TURRACAE DIE VIGESIMA TERTIA SEPTEMBRIS MDCCCLXXXVII

 

L’antichissima cappella col nome del Santissimo Rosario, eretta in questo Comune di Sapri, che apparteneva al patrimonio parrocchiale della chiesa di San Pietro Apostolo del Comune di Torraca, è stata al presente permutata con quest’altra cappella che ha la medesima denominazione e fa parte del sopraddetto patrimonio parrocchiale spettante alla chiesa di Torraca.

Torraca 23 settembre 1887

 

La chiesetta, recentemente restaurata a cura della Soprintendenza ai Baaas di Salerno e Avellino - impegnata da anni nel recupero del patrimonio storico-artistico e, in particolare, degli antichi luoghi di culto del territorio provinciale - è stata riaperta al culto e riconsegnata alla devozione dei fedeli, l’11 febbraio 2006, giorno della festa della Madonna di Lourdes, nel corso di una suggestiva cerimonia cui ha partecipato, insieme con i parroci di Sapri don Nicola Romano e don Enzo Morabito, il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, S. E. mons. Angelo Spinillo.

Massiccia la presenza dei fedeli che hanno potuto finalmente ammirare la cappellina tornata all’antico splendore con lo stupendo, seicentesco dipinto della Vergine del Rosario e con l’elegante soffitto in legno.                                                                                       

                                                                                                                          Angelo Guzzo