"E tutti hanno offerto col fiore, una cocente lagrima!"

 

 

Il 19 aprile 1951 il dott. Nicodemo Giudice

terminava la sua feconda vita terrena

di uomo buono e giusto.

 

Nella ricorrenza dei sessanta anni dall'inesorabile quanto triste evento, Ŕ stato ristampato a cura dell'impagabile

Francesco Mastrangelo, strenuo cultore della storia saprese, e della famiglia Giudice di Sapri, un prezioso opuscolo che

gli amici vollero dedicare, in morte, ad uno dei migliori figli di Sapri.

 

Il dott. Nicodemo Giudice all'etÓ di soli cinquantuno anni

fu stroncato da un'incurabile malattia.

 

Quasi una vendetta consumata per tutte le innumerevoli volte che con maestria l'aveva debellata dalle carni dei suoi concittadini, rendendola rabbiosa perchŔ impotente alle capacitÓ del medico.

 

 

Il giorno dei suoi funerali non c'erano pi¨ fiori a Sapri e dintorni,

tutti stretti tra le mani dei suoi concittadini e di

quanti ne apprezzarono le sue doti non comuni.

 

Al dott. Nicodemo Giudice fu intitolata, ad una settimana dalla scomparsa, con delibera di Consiglio Comunale, n. 23 del 25 aprile 1951, la via Roma "ove Ŕ sita la casa che lo vide nascere" e "la sala clinica dell'erigendo Ospedale Civile", aperto ventotto anni dopo, nel quale non Ŕ stata ancora tenuta la cerimonia dell'apposizione della pietra marmorea con la seguente epigrafe citata in delibera:

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAPRI

NELLA SEDUTA DEL 25 APRILE 1951

DELIBERAVA

DI DEDICARE QUESTA SALA CLINICA

AL NOME DEL

DOTT. NICODEMO GIUDICE

CHE NELLA IMMATURA ETA' DI 51 ANNI

QUANDO ANCOR LIETO GLI SORRIDEVA L'AVVENIRE

FU STRAPPATO ALLA VITA

ALLA SUA CITTADINA NATALE

OVE CON CRISTIANA SOLIDARIETA'

A TUTTI I SOFFERENTI

PRODIGO'

CON I CONFORTI DELLA SCIENZA

I TESORI DELLA SUA ANIMA ELETTA

 

Di seguito riporto, tratto dall'opuscolo, uno dei tanti commoventi discorsi sentiti al suo funerale, che ne traccia efficacemente le doti umane, morali e professionali