La Marinella

 

Posto alle spalle di Piazza Plebiscito, il borgo antico  "Marinella" rappresenta il cuore del centro storico di Sapri.

 

Per numerosi anni culla della "sapresità", il borgo si presenta ai visitatori con il suo primitivo impianto strutturale composto da fabbricati di due piani ed angusti vicoli di accesso.

 

Tale struttura architettonica ha generato  dei realistici e quanto meno originali toponimi quali "vico Afflitto" e "vico Freddo", toponimi, purtroppo, modificati in epoca recente.

 

 

Il borgo appartiene ancora oggi ai residenti

come naturale estensione delle proprie dimore:

la cura dei vicoli, recentemente arricchite di una

adeguata pavimentazione, appartiene alla dedizione delle persone che vi abitano.

 

La vita è oggettivamente e obbligatoriamente

a misura d'uomo, anche in considerazione delle

dimensioni dei vicoli che consentono, in alcuni

casi, solo il transito pedonale.

 

Il borgo è anche scrigno di una profonda fede

religiosa che si estrinseca, tra l'altro, nella

conservazione delle tradizioni.

 

Dalla Marinella, una volta uscite dalla chiesa

Madre, prendono inizio le processioni dell'

Immacolata e del Santo Patrono S.Vito che 

attraversano un quartiere addobbato con

l'esposizione di bellissimi copriletto.

L'addobbo del quartiere viene completato

con la collocazione di un letterale tappeto

di fiori che di anno in anno diventa sempre

più stupefacente in termini cromatici ed

artistici.

 

Anche dal punto di vista gastronomico e

culturale la Marinella, più di ogni altra zona

dell'abitato, conserva  e tramanda le tradizioni sapresi.

 

L'eco delle terminologie dialettali ben si adatta in un ambiente dove la gente si

riunisce all'esterno delle proprie abitazioni

e conversa in un clima di caloroso rapporto

umano, all'ombra di centenarie mura

scrostate dall'intonaco originale.

 

La gastronomia, da gustare nei rinomati

ristoranti locali, è la base o per meglio dire

è  il "contenuto del tegame" della dieta mediterranea.

 

Entrare nel quartiere antico ed immaginarlo

con i pescatori intenti alla manutenzione delle

reti da pesca, con il vociare dei bambini, le

conversazioni tra vicini, letteralmente vicini,

di abitazioni, dà l'idea della vita sociale che

doveva svolgersi nel borgo.

 

Una vita scandita da ritmi lenti e non turbata

da alcun rumore tecnologico che potesse alterare

la quiete e la tranquillità del luogo.

 

Un luogo da visitare necessariamente da chi

vuole conoscere le radici del popolo saprese

che si è evoluto con un carattere tollerante ed

estroverso nei confronti dei forestieri.